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La decisione tra rendita o prelievo di capitale è una decisione finanziaria importante al momento del pensionamento. Percepire i risparmi sotto forma di rendita vitalizia in passato era la norma, ma molto è cambiato negli ultimi dieci anni. Secondo l’Ufficio federale di statistica, il numero di chi opta per il prelievo dell’avere di vecchiaia sotto forma di capitale (41%) è superiore rispetto a quello di chi opta per la rendita (40%). Secondo le statistiche del 2023, il 19% ha scelto una combinazione di prelievo parziale e rendita, un’opzione altresì possibile.
La scelta tra rendita o capitale influisce notevolmente anche sulla sostenibilità dell’ipoteca durante il pensionamento. Con la rendita i pagamenti mensili dell’AVS e della cassa pensioni possono essere computati come reddito mensile regolare, mentre con il prelievo di capitale è necessario determinare un valore contabile per la sostenibilità. Un modo di procedere consiste nel dividere l’avere di vecchiaia risparmiato per gli anni di vita previsti in base alla tabella di mortalità. Un’altra variante è la conversione in una rendita teorica, che può risultare nettamente inferiore rispetto alla rendita regolare e quindi ridurre sensibilmente il reddito rilevante ai fini della sostenibilità. Determinante per la rendita teorica è il tasso di conversione applicato dall’offerente dell’ipoteca, che può variare dal 3% all’8%, mentre la maggior parte degli offerenti prevede tassi di conversione compresi tra il 3% e il 5%. A titolo di paragone: se la rendita viene percepita dalla cassa pensioni, il tasso di conversione è attualmente del 6,8% per la parte obbligatoria e di un buon 5% per gli averi sovraobbligatori. Questa differenza ha ripercussioni dirette sulla sostenibilità dell’ipoteca e può essere determinante per la continuità del finanziamento.
| Rendita (con tasso di conversione del 5,5%) |
Prelievo di capitale (con tasso di conversione del 4%) |
Prelievo di capitale (4%) e ammortamento dell’ipoteca a CHF 300'000 |
|
| Cassa pensioni CHF 900'000 |
CHF 49'500 | CHF 36'000 | CHF 30'000 |
| Rendita AVS | CHF 49'000 | CHF 49'000 | CHF 49'000 |
| Reddito rilevante ai fini della sostenibilità |
CHF 98'500 | CHF 85'000 | CHF 79'000 |
| Reddito necessario |
CHF 97'500 | CHF 97'500 | CHF 75'000 |
| Sostenibilità soddisfatta |
Sì (33%) | No (38%) | Sì (32%) |
Infatti, anche dopo il pensionamento i costi calcolatori, costituiti da interessi ipotecari (calcolati al 5%) e spese accessorie e per la manutenzione (calcolati all’1% del valore dell’immobile), possono ammontare al massimo a un terzo (33%) del reddito. Dopo il pensionamento, l’ammontare dell’ipoteca è limitato a un massimo del 65% del valore dell’immobile. Questo viene solitamente predisposto con ammortamenti obbligatori al più tardi 15 anni prima del pensionamento. A partire da questo momento è anche consigliabile verificare, nell’ambito di un’attenta pianificazione del pensionamento, se l’ipoteca dopo il pensionamento sarà sostenibile nella forma di prestazione desiderata (rendita o prelievo di capitale). Nel caso in cui il reddito rilevante ai fini della sostenibilità derivante dal prelievo di capitale sia troppo basso, si può cercare un offerente di ipoteche che proponga condizioni più vantaggiose per il computo del prelievo di capitale, oppure si può calcolare se il patrimonio di previdenza prelevato consente di ammortizzare una parte dell’ipoteca, riducendo così il reddito richiesto (cfr. l’esempio di calcolo di cui sopra). Conviene valutare e pianificare per tempo e con attenzione le diverse opzioni disponibili per non andare incontro a una insufficiente sostenibilità dell’ipoteca in età di pensionamento.